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Questo panbrioche nasce dalla voglia di fare colazione con un prodotto sano, fatto con ottima farina, pasta madre e che fosse quanto più leggero possibile senza rinunciare troppo al gusto. Certo di ricette di brioche senza burro in giro se ne trovano molto e spesso lo si scrive a chiare lettere sin dal titolo. Peccato poi che molte, anzi moltissime, di queste abbiano l'olio al posto del burro. Il burro classico ha circa 750 kcal per 100 grammi mentre l'olio ben 900! Dal punto di vista della dieta sostituire il burro con l'olio è una follia. Possiamo poi dibattere a lungo su quale faccia più o meno male ma se lo scopo è tentare di mantenere la linea, togliere burro e mettere olio non è la strada. Per abbasare le calorie del prodotto finito si possono sostituire i grassi del burro con altri prodotti come lo yogurt, la ricotta o altri formaggi morbidi, in questo caso ho sostituito il burro con lo yogurt greco che è molto cremoso e ha sole 96 kcal per 100 grammi!!!

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La torta di rose è un dolce lievitato tipico di Brescia. La versione originale prevede una sfogliatura dell'impasto con una crema di burro e zucchero a velo in pari quantità. Io ho preferito una variante alle mele sia perché adoro i dolci, specialmente i lievitati, alle mele e sia perché ero alla ricerca di un gusto più leggero e morbido. Questo dolce è perfetto per la colazione o per uno spuntino in cui sentiamo il bisogno di un comfort food. E' possibile prepararlo sia con impasto diretto che con la biga o a lievitazione mista. Io stavolta avevo poco tempo e ho dovuto optare per la versione diretta, che comunque essendo un impasto mediamente ricco ha richiesto 7 ore di lavoro. Il risultato però è davvero eccezionale.

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Il babà è un dolce eccezionale perchè buono quanto semplice. Questo classico partenopeo però per essere godibile a pieno ha bisogno della bagna altrimenti è oggettivamente asciutto. Ne esistono poi versioni farcite con ogni tipologia di crema ma questa è un'altra storia. Questa versione che vi propongo oggi invece è diversa. Questi pasticcini hanno la consistenza simile a quella del babà ma una morbidezza che li rende molto gustosi anche asciutti. E' certamente un lievitato ricco che prepareremo con la nostra fidatissima pasta madre.

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Magica? ma cosa avrà di magico una crostata? Bhe, me lo sono chiesto anche io e la risposta è che non lo so. "Ma allora perché si chiama crostata magica?" vi starete chiedendo. Ho intitolato così questa ricetta perché quando ho fatto assaggiare per la prima volta questo dolce, mi hanno chiesto "ma qual'è la magia?". Io non capivo perchè, in fondo, è solo una crostata e rispetto ad altri dolci è decisamente semplice. E' vero, è buonissima ma la reazione, a mio avviso quasi esagerata, mi ha confermato che siamo mediamente diseducati al buono. Non che non mangiamo, anzi, mangiamo tanto ma non mangiamo cose buone perchè l'industria alimentare ci ha letteralmente starato il palato.

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Morbidi, soffici e buonissimi, praticamente perfetti per la colazione. Chi al mattino non ama i prodotti da forno per accompagnare una bella tazza di latte o un cappuccino? Io in particolare, pur apprezzando tutti i dolci, al mattino preferisco i lievitati. Da un lato il volume regalatoci da una buona lievitazione ci dà dei dolci abbondanti nella forma senza eccedere in calorie, dall'altro la struttura bucherellata è l'ideale per chi ama inzuppare la merenda nel latte.
Queste morbide brioche sono l'ideale per la colazione sia semplici che farcite. In questo caso le abbiamo siringate con una confettura di albicocche fatta in casa ma potete o lasciarli vuoti o riempirli con ciò che preferite. Proprio perché io apprezzo il volume per accentuare il senso di sazietà a parità di calorie, questa volta, conoscendo la forza della mia pasta madre, li ho fatti lievitare molto, sviluppando una alveolatura grande e irregolare e una consistenza leggermente meno morbida ma sono ottimi anche meno cresciuti e più soffici.

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Fragranti, profumatissimi frollini al limone che vi faranno dimenticare ogni male accompagnandovi in un dolce momento all'ora del té. L'aroma di limone in pasticceria è davvero unico. Grazie al gusto leggermente acidulo questo frutto bilancia alla perfezione il sapore dolce ed i grassi dando equilibrio e sapore. Il gusto della farina integrale poi da a questi biscotti una marcia in più. Una ricetta semplice con un risultato di grande effetto.

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Questa torta nasce dalla voglia di sperimentare la crema frangipane. Sfogliando qualche libro mi sono imbattuto in una bellissima torta del maestro Luca Montersino che ha come cuore un frangipane alle fragole davvero particolare a giudicare dagli ingredienti. In un primo momento mi ha attirato molto e avevo deciso di farla seguendo la ricetta. Poi però ho pensato che avrei voluto condividerla con voi e, poiché condivido, almeno in parte, la posizione (che ho letto in un suo post su Facebook) di questo grande professionista che giustamente con la pasticceria ci campa (è il suo mestiere) e deve quindi poter scegliere se divulgare liberamente o meno una propria ricetta, ho deciso di tenermi la sola ispirazione, abbandonare il suo frangipane così particolare e fare una ricetta tutta mia. Inoltre ho deciso di farla assaggiare ad un gruppo di amici in cui c'è una parsona che è allergica ai frutti rossi per cui niente fragole. Da tutto ciò, e dall'improvvisa disponibilità di una cesta di splendide pesche bianche al giusto punto di maturazione, è nata la ricetta di questa rosa di pesche al frangipane.

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Uno dei più bei ricordi della mia infanzia, fare il dolce il sabato pomeriggio con la mia mamma. Quando io e mio fratello eravamo piccoli, o quasi, nella mia famiglia il "cuoco" di tutti i giorni era mio padre, perché aveva più tempo e la mattina e a ora di pranzo mia madre era a lavoro. Lei si dedicava alla cucina soprattutto al sabato, quando ci preparava la pasta con la zucca o i legumi. Con mia mamma poi al sabato pomeriggio, facevamo il dolce. Non erano quasi mai dolci elaborati. A volte la torta caprese, raramente pan di spagna e creme. Una delle preparazioni più frequenti era questo ciambellone bianco e nero. Mi piaceva tantissimo ed era bello farlo, passare quell'ora in cucina con mia madre che alla fine mi faceva leccare le fruste e la ciotola del frullino (dopo che con un'abilità che all'epoca non elogiavo era riuscita a ripulirle praticamente a lucido). Una volta cotto il patto era <<è per la colazione, lo apriamo domattina>>. Inutile dire che veniva puntualmente disatteso perché la tentazione di assaggiarne un pezzetto caldo era davvero forte, direi irresistibile.

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Questo panbrioche è frutto di numerosi esperimenti fatti con l'intento di avere un prodotto da colazione buono e sano anche dal punto di vista calorico. Con un occhio attento alla linea, poiché i dolci sono buoni ma innegabilmente nemici del peso forma, era mia intenzione provare a ridurre il contributo calorico dato da grassi e zuccheri senza intaccare troppo sapore e consistenza della brioche.
Per me che non adoro i dolci troppo dolci il risultato è stato ottimo e circa 80 grammi di questa brioche arancione fanno compagnia al mio cappuccino abitualmente.
Vi riporto anche la versione di partenza per chi può concedersi senza problemi qualche caloria in più.