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Un pane davvero unico grazia al sapore speciale del tritordeum. Questo cereale è frutto dell’ibridazione tra un grano duro e un orzo selvatico. La forza di questa farina è modesta quindi dovremo moderare l'idratazione (questa ricetta ha una idratazione totale, tra impasto e prefermento, del 60% circa) e stare attenti ai tempi di lievitazione e maturazione ma il risultato in termini di sapore merita tutto il lavoro di preparazione che non è poi così impegnativo se ci si organizza un po'.

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Questo è uno dei pani migliori che abbiamo mai realizzati. La ricetta è semplice e si basa su pochi semplici principi che dobbiamo applicare in base alla farina che abbiamo scelto per la nostra preparazione. Noi questa volta abbiamo utilizzato la semola rimacinata di grano duro La Molisana, sia normale che integrale. Abbiamo anche provato il nostro neonato LiCoLi, ovvero lievito madre liquido, d poco creato dalla nostra pasta madre classica. La preparazione di questo pane dura circa 22 ore.

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Continuiamo a sperimentare con il pane. Il pane è così radicato nella nostra cultura e quotidianità da essere spesso trascurato, dato per scontato. E' invece una importante fonte di sostentamento e se di qualità può veicolare tante sostanze nutritive. Inoltre un buon pane è appunto buono, ricco di sapori e profumi.La ricetta di oggi prevede l'uso di un mix di farine. Io vi indicherò quelle che ho usato ma si possono usare farine simili, l'importante è che siano di qualità e con dei parametri di forza simili a quelle della ricetta.

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Vi piace il sapore del pane integrale ma non il fatto che a volte sembra un mattone? Vi è capitato a volte di comprare un panino integrale e scoprire che aveva il gusto della paglia? Purtroppo nel vastissimo mondo del pane anche questo accade ed una cosa buona come il pane integrale puù essere trasformato in un prodotto poco piacevole tanto da farci rimpiangere il pane bianco. Eccovi invece una ricetta per chi ama l'integrale ma anche il sapore, per chi vuole un pane sano e buono.

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Da quando abbiamo il fermabiga funzionante, la voglia di cimentarci in pani e lievitati con la biga (Metodi di panificazione: la biga) è tanta e questa volta ci siamo cimentati con una ricetta rustica di Luca Montersino. La ricetta originale prevede dei pezzetti di olive verdi da aggiungere a fine impasto. Noi però avevamo da tempo delle olive verdi molto buone ma molto mature e morbidissime. Una volta denocciolate erano quasi una crema, molto liquida comunque e con pochi pezzetti. Le abbiamo quindi aggiunte all'impasto come componente liquida, riducendo un pò la quantità. Il risultato è stato un pane straordinariamente aromatico con un profumo d'olio da far girare la testa.

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Questa ricetta è fantastica. Vi permetterà di preparare queste ciabattine di pane fantastiche e adatte a mille occasioni. Variando infatti la pezzatura potete ricavare oltre che la classica ciabatta, dei filoncini, come ho fatto io questa volta, ma anche dei morbidi panini da buffet rustico. Con lo stesso impasto poi, con l'aggiunta di qualche pomodorino potete fare delle pizzette in teglia incredibili. Per questa ricetta si procede in due fasi poichè si parte dalla biga Metodi di panificazione: la biga. Scoprite con noi un'altra ricetta per stupire i vostri commensali.

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Da tempo volevo provare a fare il pane con la semola rimacinata di grano duro. In realtà un timido tentativo l'avevo fatto ma con scarsi risultati dovuti principalmente all'utilizzo di una semola poco adatta alla panificazione. Questa volta ho aspettato finché non ho trovato quello che cercavo, ovvero un bel sacco da 5 Kg di semola rimacinata di grano duro della varietà Senatore Cappelli.

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La segale per me è stata davvero una scoperta. Devo ringraziare la mia amica Giulia, alla quale avevo dato la mia pasta madre, che a sua volta mi ha passato un pò del suo li.co.li (lievito madre in coltura liquida) di segale. Già dai primi esperimenti ho capito quanto questo cereale mi piacesse. Il pane che vi propongo è fatto sia con farina di frumento che di segale, pertanto è possibile utilizzare la pasta madre di frumento (la classica).