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Questo panbrioche è frutto di numerosi esperimenti fatti con l'intento di avere un prodotto da colazione buono e sano anche dal punto di vista calorico. Con un occhio attento alla linea, poiché i dolci sono buoni ma innegabilmente nemici del peso forma, era mia intenzione provare a ridurre il contributo calorico dato da grassi e zuccheri senza intaccare troppo sapore e consistenza della brioche.
Per me che non adoro i dolci troppo dolci il risultato è stato ottimo e circa 80 grammi di questa brioche arancione fanno compagnia al mio cappuccino abitualmente.
Vi riporto anche la versione di partenza per chi può concedersi senza problemi qualche caloria in più.

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La babka è un dolce tipico dell'Europa dell'est dalla consistenza spugnosa. Dovrebbe essere un antenato del savarin o babà. In una diversa versione, più simile a quella che vi propongo io oggi, si ritrova nella celebrazione della Pasqua ebraica. In questo caso la consistenza dell'impasto è più simile ad una brioche ed il ripieno può avere cioccolato o cannella.
Questo dolce è a dir poco buonissimo, semplice da preparare e dall'aspetto finale decisamente invitante.

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La segale per me è stata davvero una scoperta. Devo ringraziare la mia amica Giulia, alla quale avevo dato la mia pasta madre, che a sua volta mi ha passato un pò del suo li.co.li (lievito madre in coltura liquida) di segale. Già dai primi esperimenti ho capito quanto questo cereale mi piacesse. Il pane che vi propongo è fatto sia con farina di frumento che di segale, pertanto è possibile utilizzare la pasta madre di frumento (la classica).

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La pigna è un tipico dolce pasquale, un dolce lievitato che si trova praticamente in tutto il centro-sud italia declinato in una miriade di varianti differenti ma con una radice comune abbastanza riconoscibile. Non tutti poi la chiamano pigna. Alcuni chiamano questo dolce casatiello altri panettone di Pasqua. Resta il fatto che è un genere di dolce che a me piace molto e mi fa piacere proporvi questo che ho fatto un paio di volte: La pigna molisana.

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Il Casatiello è il Re del lunedì di Pasquetta. Detto anche tortano, come molte preparazioni tradizionali popolari ha mille varianti. Con o senza le uova sopra, a rotolo o con il ripieno mischiato all'impasto, con questo o con quel formaggio o salume. Insomma ognuno fa il suo. Il mio che vi racconto oggi lo fa mio padre per noi e per i nostri parenti ed ha sempre avuto un gran successo. La sua versione è con solo lievito di birra ma vi assicuro che quello con la pasta madre ha un aroma più intenso, una consistenza migliore e, per farla breve, è più buono.

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Le crostate alla frutta sono un dolce fresco, molto primaverile, adatto a questo periodo dell'anno in cui usciti dall'inverno la natura ci regala frutti fantastici e saporiti. Ricordatevi che alla base di un buon dolce ci sono le materie prime e per un dolce alla frutta ci vuole quella di stagione, magari acquistata al mercato e non dove vogliono vendervi dei poveri frutti raccolti talmente tanto prima e acerbi dalle piante che non hanno praticamente alcun sapore.

5.00 (2 voti)

Ormai nei supermercati l'offerta di prodotti per la colazione e la merenda è impressionante. Tonnellate e tonnellate di prodotti. Prodotti che però nei fatti sono ben lontani da quello che riportano in bella vista le loro confezioni. E questo è il minore dei problemi. Avendo la pazienza di girare il pacco, spesso ci si può accorgere che vogliono farvi il pacco.

4.00 (1 voti)

Frolla o riccia? Questo amletico dubbio assale tutti coloro che decidono di concedersi un momento di piacere con questo tipico dolce napoletano. Io adoro la frolla e probabilmente è la mia preferita ma non posso negare che per ogni frolla che ho mangiato il dubbio che forse sarebbe stata migliore l'altra è rimasto. Dal punto di vista realizzativo le frolle sono indubbiamente più semplici quindi, almeno per ora, dedichiamoci alle frolle.

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Vi propongo la mia ricetta di pastiera napoletana. Come detto, di pastiere ce ne sono tante quante sono le famiglie napoletane in cui si porta avanti la tradizione di prepararla a Pasqua.
Questa, che vi propongo, ha ricevuto negli anni i seguenti commenti: "Non amo la pastiera ma la tua l'ho finita", "Non mangio dolci con la ricotta ma la tua l'ho magiata", "Non mi piace la cannella ma nella tua pastiera ci stava perfettamente", "Per una volta una pastiera che non sa solo di acqua millefiori", "Umida al punto giusto", etc...
Non per vantarmi ma per dirvi che anche se un pò laboriosa, ne vale la pena.